QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE

di Maurizio Pietropaoli

 

 Cara Sinistra Ecologia Libertà,

io ti voglio bene, anche se in qualche momento in verità il sentimento è un po’ forzato, segnato dal timore della possibile delusione che potresti darmi, nel non tirare finalmente fuori il tuo essere nuova, perché tu sei nuova, vero?

Eccoci qua quindi a quasi due mesi dal voto regionale, una scadenza che non si capisce se serve a farti volare o a tagliarti le gambe, ancora così esili. Conosco un bel po’ di persone che pensano: “la seconda che hai detto”.

Io mi ostino a credere che c’è tanta gente che ti aspetta, non certo quell’1 o 2% di qualche prematuro sondaggio. Tanta gente che non sa nemmeno che sta aspettando proprio te e non sa se saprà riconoscerti, perché, presa dal suo disincanto, non se l’è sentita nemmeno di chiedere qualche segno di riconoscimento, che so, un certo stile, un valore qua e là, un aspetto semplice e dignitoso, quella insolita mistura di umiltà e determinazione insieme.

Che vogliamo fare? Vogliamo provare a farci riconoscere?

Usiamo allora questa benedetta occasione elettorale per dare qualche segnale.

Sì, siamo noi gli attesi, scusate il ritardo!

Dobbiamo/dovete fare solo un paio di semplici cose.

La prima consiste nel presentare un programma elettorale che guardi anche oltre il voto , testimoniando nero su bianco le linee, le cose concrete dell’impegno di SEL. Un programma che trovi nelle politiche sociali, nei servizi alla persona, nell’assistenza sociale e sanitaria, nella formazione e la scuola, nell’ambiente, nella ricerca di una qualità nuova della vita per tutti, la sua ragione di essere. Un programma costruito con l’apporto delle strutture territoriali del partito, con i contributi delle tante competenze presenti dentro e attorno a Sinistra Ecologia Libertà.

Il nostro passaporto per iniziare questo viaggio nei quartieri, nei paesi, nelle città.

Qualcuno dirà che è tardi per fare questo in questo modo? Magari quel qualcuno poteva/doveva dare il LA, che non ha dato?

La seconda cosa è la gestione delle candidature. So bene che non si potrà sfuggire (spero per l’ultima volta!) al gioco del bilancino tra le componenti fondatrici di SEL, magari con nomi e facce non proprio fresche, e sono d’accordo comunque nel valorizzare pure le esperienze maturate in questi anni. Ma qui un segnale forte va dato nella sostanza e nel metodo! Donne, giovani, compagni e persone competenti e rappresentanti mondi e ambienti sociali, culturali e di lavoro, la società sulla quale vogliamo intervenire per cambiare. E il metodo. Partecipazione, democrazia, diamo senso a queste parole, incarniamole nelle scelte e nei comportamenti. Ascoltiamo la base, le sue capacità di proposta. Verifichiamo poi con il maggior numero di compagni possibili, la validità della lista, la sua rispondenza a ciò che di noi possono capire, intravedere i cittadini, gli elettori.

Facciamoci ri-conoscere.

Cara SEL, come prova d’amore, per ora mi accontento di questa. Ma non è che, come si dice a Roma, la butti in caciara?

Con affetto da www.sezionelasinistra.net

 

 

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