QUALE PARTITO?

di Carlo Loccarini

 

 “SEL si impegna ad attuare e promuovere i principi della Costituzione”.

Così inizia la proposta di statuto di SEL. Ebbene, l’articolo 49 della Costituzione recita: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.

Possono esistere associazioni, centri studi, fondazioni, ma la Costituzione riserva ai partiti il ruolo di garantire la partecipazione democratica alle scelte politiche del Paese.

Quindi la prima risposta alla domanda : Quale partito? è quella di realizzare una struttura aperta a tutti, che sia sede di dibattiti, discussioni, confronti di idee, proposte e, infine, o di condivisione di scelte o di richieste di modifiche e cambiamenti o di sollecitazione di interventi.

Non rispettare questi diritti significa inficiare la vita stessa democratica del nostro Paese.

L’attuale disaffezione di tanti nei confronti della politica è diretta conseguenza della crisi profonda dei partiti. Leaderismo, autoreferenzialità, carrierismo, corruzione sono mali che hanno minato la fiducia, le aspettative, le speranze dei cittadini privandoli del ruolo che la Costituzione prevede debba essere loro riservato, determinando, così, un pericoloso deficit di democrazia.

Vige, certo, la libertà di stampa e di parola, ma l’insoddisfazione, l’indifferenza, la ripulsa della politica evidenziano quanto lontani e fuori si sia dal dettato costituzionale.

Il “ghe pensi mi” di Berlusconi è, da questo punto di vista, eversivo.

Quindi:

1)    un partito aperto a tutti, con sedi territoriali, possibilmente polifunzionali (caffè, libreria, internet..) e con siti on line che affianchino, in rete, il sito nazionale e siano in stretto rapporto dialettico tra loro (tutto il dibattito di questi mesi non ha avuto la minima attenzione, a parte la Bandoli, del gruppo dirigente e questo non può essere più tollerato);

2)    un partito aperto a tutti vuol dire aperto anche ai non tesserati, il cui contributo, valutato nella sede in cui si esprime, non deve vedere precluso anche il ricoprire cariche direttive. Più che la tessera deve valere il reale contributo offerto da chi frequenta le sedi o i siti di SEL;

3)    un partito aperto a tutti significa che vengano ridotte al minimo le regole di vita interna, evitando che in un piccolo partito come sarà, all’inizio, SEL le rigidità burocratiche limitino il libero dispiegarsi dei contributi di tutti o li rendano ininfluenti;

4)    il previsto comitato scientifico, ottima idea, deve avere il compito di stimolare il dibattito, approfondire temi ed argomenti, come una vecchia scuola di partito (prendiamo solo il meglio di ciò che è stato). Bisogna risollecitare tutti al gusto di studiare;

5)    un partito aperto a tutti è un partito che propone, ascolta, discute, condivide sintesi unitarie, lotta;

6)    un partito aperto a tutti ricorre alle primarie come metodo di partecipazione a scelte, lancia, anche a livello territoriale, referendum su problematiche di particolare interesse ed organizza i cittadini per la promulgazione di leggi di iniziativa popolare;

7)    per un partito aperto a tutti irrimandabile (il colpevole ritardo è da imputare tutto al gruppo dirigente) è proporre al Paese una bozza di manifesto di intenti, di valori, di linee programmatiche (più sostanzioso del piccolo ancorché condivisibile contenitore apparso sul sito nazionale) e di aprire un dibattito che investa tutto il Paese ( la sinistra non sarà mai egemone se non creerà un clima di discussione partecipata, di forti passioni, se non riconquisterà delusi, stanchi e sfiduciati, giustamente);

8)    un partito aperto a tutti è un partito con alto tasso di novità nella sua vita interna. La tecnologia aiuta. Tutte le riunioni debbono essere aperte ai giornalisti e debbono poter essere seguite dai cittadini. Praticare trasparenza, oggi, è un forte segnale di novità e di diversità dagli altri partiti (diversità decisiva per riacquistare credibilità, consenso e fiducia);

9)    un partito è nuovo se il suo dibattito interno non si traduce nella formazione di correnti, letali per una discussione libera da schemi rigidi e da sterili posizioni preconcette.

Anno nuovo, buon partito nuovo a tutti.

 

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