GLI STATI GENERALI DELLA SINISTRA

(redazione sezionelasinistra.net)

 

Quando abbiamo proposto dal nostro piccolo sito www.sezionelasinistra.net a tutti i partiti e gli uomini del centrosinistra di spogliarsi delle loro divise e di mettere insieme idee, progetti, speranze, spesso coltivate (o lasciate deperire) in separate stanze, eravamo consapevoli di dire una bestemmia in questo mondo di separatezze e narcisismi. Un sano realismo politico ci avrebbe dovuto spingere ad accudire la crescita del nostro piccolo alberello, a non andare oltre il giardino. Ma ancora una volta non ce l’abbiamo fatta a trattenere un moto di rabbia per questo abisso, scavato tra la rappresentazione della politica condotta dalla sinistra da oltre 20 anni a questa parte e quella vasta umanità di gente delusa, dimenticata, alle prese con i piccoli e grandi problemi del vivere comune. In nome della quale, ma senza la quale, vengono giustificate scelte o più semplicemente ragioni di esistere e rendite di posizione.

A noi sembra chiaro che ci salviamo se uniti, Solo se uniti. E quel “ci salviamo” non significa salvare noi, ma l’idea, la possibilità concreta del cambiamento, della trasformazione profonda della società, del mondo, e nel contempo delle nostre piccole vite, dando un senso al nostro esistere e resistere.

Il successo elettorale di uno o dell’altro partito dello schieramento del centrosinistra significa proprio ben poco se non ci facciamo tutti, partiti e persone, in qualche modo, travolgere da un vento nuovo di passione unitaria, di condivisione , di scambio e se non riusciamo, insieme, a disegnare i contorni e i colori di una società nuova, radicalmente diversa nell’organizzazione, nello spirito, nella cultura, nelle relazioni umane e sociali. Dobbiamo trovare, allora, insieme, i modi, i percorsi, gli obiettivi per avvicinare l’orizzonte.

E’ utopistico pensare a una nuova grande casa della sinistra, del centrosinistra, senza stanze separate, ma con un unico grande spazio, da arredare e in cui vivere insieme, con porte e finestre ben aperte per uscire nel mondo , per farlo entrare dentro?

Gli “Stati generali della Sinistra” proposti da Vendola possono essere il primo grande passo per marciare nella direzione che abbiamo indicato. Possono raccogliere quel tanto di sano e forte ma disperso, che c’è nel nostro Paese, nelle associazioni, nei sindacati, nei partiti, ma soprattutto nelle case, nei luoghi di vita e di lavoro.

Le elezioni regionali ci hanno dimostrato che non vince Berlusconi, ma che perdiamo noi!

Il nostro elettorato non ci lascia perché ci tradisce, ma perché viene tradito! I valori, gli ideali, l’esempio, l’umiltà, la vicinanza…Dove siamo andati? Chi siamo?

L’alternativa allora non può essere una formuletta per sostituirci a quelli là, né una somma di sigle o di entità politiche, ma un programma, un progetto, una visione (il Manifesto che alleghiamo è il nostro piccolo ed umile contributo). O facciamo innamorare il nostro popolo, o la partita è finita.

Male.

E’ l’ora del coraggio. Per tutti.

 

 

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