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ELOGIO DEGLI EVASORI di Carlo Loccarini |
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Cari evasori, sono sicuro che vi piaccia essere chiamati così. Viene in risalto non certo il poco senso dello Stato, rimproveratovi da molti invidiosi, bensì la vostra scaltrezza e furbizia, doti innate che qualificano ed esaltano le capacità e le intelligenze di pochi, purtroppo. Come fa il popolo lamentoso di quelli a reddito fisso, dei piccoli artigiani, per non dire dei senza reddito o dei sempre insoddisfatti precari o dei rompiscatole pensionati (che dovrebbero avere ben altre preoccupazioni, vista l’età), come fa questa piccola gente, dicevo, a non rendersi conto del ruolo, mi viene da dire, senza esagerazione, storico che voi giocate per le magnifiche sorti progressive del nostro Paese? Da una parte quelli che, con felice ed appropriata intuizione, il nostro grande ministro Brunetta ha definito fannulloni, cioè nullafacenti che alle nostre spalle bivaccano nei posti di lavoro o si assentano indebitamente, venendo meno a tutti i loro compiti e doveri nei confronti della Patria. Dall’altra chi, come voi, che, a forza di enormi sacrifici e con un irreprensibile e sobrio costume di vita, senza venire mai meno al rispetto della dignità e dei diritti dei propri dipendenti (ai quali, per di più, avete munificamente elargito cospicui mezzi di sussistenza), è stato capace di creare ricchezza per tutti i cittadini ed anche di risparmiare denari da poter reinvestire. Penso con orrore alla prepotenza usata nei vostri confronti, alle accuse infamanti vigliaccamente lanciate contro do voi. Si vorrebbe addirittura impedirvi di decidere come e dove utilizzare i vostri sudati guadagni. Insolenti campagne di stampa dei giornali comunisti vi bollano, udite, udite, come evasori, dando a questa parola un significato sprezzante e vi indicano al ludibrio della gente. Vili comunisti e basta. Ha ragione Silvio. Per fortuna che Silvio c’è. E per fortuna che c’è Tremonti. In una gara fraterna tra ministri di eccelsa levatura, ha addirittura superato il suo collega alla funzione pubblica. Il suo cortese invito di far rientrare in un’Italia in difficoltà i vostri soldi, eventualmente portati all’estero, è il grato riconoscimento del ruolo insostituibile che ricoprite per la salvezza del Paese. I modi offerti dal ministro dell’economia sono rivelatori della sua riconoscenza. Vi è stato garantito l’anonimato, per difendere la vostra privacy e per offrirvi una scudo contro i sicuri e volgari attacchi di chi avrebbe preteso di conoscere la provenienza dei vostri risparmi, sottintendendo i traffici più turpi. Non si è potuto fare a meno, lo capirete certamente, di applicare una piccola percentuale sulle somme che vi si è pregato di far rientrare. Il 5% è nulla rispetto alle esose richieste, addirittura il 50%, di altri Paesi che non hanno capito il ruolo svolto dai vostri colleghi, ai quali, in più, non è stato assicurato neanche l’anonimato. Follie. La vostra risposta alla garbata offerta del superministro Tremonti è stata eccezionale. La stampa seria e indipendente lo ha scritto a caratteri cubitali: Rientrati 100 miliardi, che al 5% fanno 5 miliardi. L’Italia è salva. Grazie di cuore a nome di tutto il nostro popolo. Potremo anche fare il ponte sullo stretto di Messina e qualche centrale nucleare. Questo si che è senso dello Stato! Mi si consenta una preghiera (ed anche il “mi si consenta”). Cercate, nella correttezza di sempre, di guadagnare di più. Il solerte ministro Tremonti non mancherà di offrirvi un nuovo scudo negli anni prossimi, nei quali, sicuramente, sarà ancora almeno ministro, vista l’inconsistenza cronica dell’opposizione, Altre grandiose opere saranno così possibili. In questo clima natalizio vi raffiguro come tanti, buoni Babbi Natale. Augurando a voi molti nuovi anni di ricchezza e di felicità e al Paese molti nuovi anni di sicuro benessere, vi porgo il mio deferente saluto.
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