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E’ GIÀ SUCCESSO!! di Maurizio Pietropaoli |
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E’ già successo a metà degli anni ’70. Un referendum, quello del divorzio e poi le elezioni amministrative del 1975 e poi quelle del 1976, che sconvolsero il panorama politico italiano, facendo emergere a sorpresa, come spesso avviene, un’Italia nuova, fuori dai vecchi stereotipi. Un’Italia portatrice di un’ansia di rinnovamento culturale e politico, un’ Italia che esprimeva un bisogno di alternativa, una modernità di costumi di linguaggi che si coniugava strettamente ad una esigenza di cambiamento segnato da una visione sociale, di democrazia, di partecipazione. Laddove le esigenze di libertà dell’individuo non si sposavano certo all’egoismo, alla sopraffazione, ma si integravano nelle più vaste esigenze collettive. Una risposta al terrorismo nero e alle stragi, ma anche alla palude culturale e politica imposta dal dominio democristiano. Era il PCI di Berlinguer, in grado di incarnare e interpretare il cambiamento, e comunque riconosciuto come portatore principale delle istanze di progresso che nella società erano maturate in quegli anni, e di cui il ’68 non era certo estraneo. Tutto questo, tutta le energie che in quel periodo quasi magico si erano manifestate, si andarono consumando in breve tempo nell’incapacità di dare uno sbocco politico all’altezza delle esigenze. Il gruppo dirigente del Partito Comunista si incagliò in una visione angusta del Compromesso Storico, gradualista e tutta parlamentare, in governi dell’astensione che esaltavano i troppo piccoli segni di cambiamento. L’obiettivo del PCI al governo del Paese appariva sempre più disgiunto dal grande processo di rinnovamento e figlio invece di accordi, di equilibri più o meno precari, di pura tattica. L’alternativa possibile fu fatta prigioniera. Il consenso elettorale dato per scontato e acquisito si andò sgretolando, mentre intanto il terrorismo e il sequestro Moro andavano costruendo un’altra Italia. Cominciarono gli anni ’80. E oggi come allora elezioni amministrative e un referendum ci hanno consegnato un’ Italia nuova, che stavamo dando per persa, conquistata dal reflusso, dalla delusione, dall’apparire berlusconiano. Sorpresi ancora una volta! E anche oggi, nel 2011, una carica formidabile è segnata dai giovani e dalle donne, ma con la novità dallo strumento fondamentale della rete, di internet. E ancora oggi assistiamo a incertezze, titubanze, divisioni tra quelle forze che sono state i principali riferimenti politici di quel sommovimento politico e culturale che si è manifestato nella primavera del 2011. Non emerge in maniera dignitosa la volontà di capitalizzare e investire nel tesoro umano ed elettorale che le ha gratificate. Il Partito Democratico in particolare disconoscendo il grande impatto di una alleanza progressista fondata sul nucleo PD-SEL-IdV, che è stata non esclusiva ,ma centrale rispetto ai recenti successi elettorali, si sta perdendo di nuovo in attese e corteggiamenti verso le forze di centro, UDC in testa. Invece di rispondere alle richieste unitarie che Di Pietro e Vendola non si stancano di avanzare, dando subito segnali di costruzione di un’alternativa possibile, disegnando un progetto di società, nuovi modelli di vita e relazioni sociali, il PD si muove in un ottica puramente elettorale, di somma di forze parlamentari, che esprimono sostanzialmente cultura e programmi non proprio convergenti, se non in una prospettiva emergenziale, o in soluzioni transitorie, dove spesso è proprio la politica vera, partecipata, la prima a morire. Caro PD, è sulle tue spalle la responsabilità di rendere vano il sussulto del popolo di centrosinistra. Il tempo non gioca a favore. Costruiamo insieme un centrosinistra che riconosca con forza il legame con SEL e IdV e che sappia aprirsi e dialogare con la società e con le altre forze politiche. Oggi a differenza di ieri le rete di associazioni che si sono costituite nel territorio e lo strumento formidabile di internet consentono a tutti di condividere idee, iniziative e mobilitazioni, ma tutto questo ha comunque bisogno di sbocchi che solo la politica può offrire. OFFRIAMOLI !
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