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DON CAMILLO C’E’ di Carlo Loccarini |
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La candidatura di Emma Bonino a presidente della regione Lazio ha spaventato qualche robusta penna ed alte gerarchie vaticane. E se Ferrara evoca i comitati civici di geddiana memoria, il cardinale Ruini si ripropone come artefice della politica d’oltretevere e convoca, nella sua abitazione al Seminario romano minore, Berlusconi e il “gentiluomo del Papa” Letta, ovviamente per il suo ruolo di fine tessitore di tante tele.
La cronaca dell’incontro che ci offre Andrea Tornielli su “il giornale” è semplicemente fantastica. Sentite. “Il <cardinale sottile> non è ancora uscito di scena. E quando la politica si fa intricata, quando il ruolo dei cattolici diventa decisivo, quando bisogna chiedere qualche consiglio o qualche parere, è ancora lui, Camillo Ruini, ….il vero punto di riferimento per politici e uomini delle istituzioni. Anche se non è più da ormai due anni alla guida dei vescovi del Belpaese, anche se la Segreteria di Stato ha di fatto avocato a sé la <regia> della gestione dei rapporti politici”.
Evidentemente Berlusconi (notoriamente cattolico tutto d’un pezzo) e il fido Letta corrono “a far visita al porporato di Sassuolo”. Ruini impiega un’ora per “esprimere solidarietà dopo l’aggressione di Milano” al Presidente del Consiglio, visto che “la politica non e’ entrata per nulla” nel colloquio, ha detto Berlusconi.
Ora noi, fidando della ormai nota credibilità del Presidente, avremmo sposato in pieno questa dichiarazione. Invece, il finto malizioso Tornielli ci avverte “La politica non c’entrerà nulla, ma volete che non si sia parlato dell’agenda politica a poche ore dall’inizio dell’ufficio di presidenza del Pdl, dedicato al ruolo dell’UdC nelle candidature alle regionali?”.
Insomma un “amichevole mini-vertice” con il vero, come detto, punto di riferimento per politici e uomini delle istituzioni. Tanto più vero questo ruolo se si considera che solo tre giorni prima Ruini era stato il punto di riferimento per Fini e Casini ed era anche stato ricevuto dal Papa. Una frenetica attività dell’ancora in scena cardinale che mette in difficoltà il povero Berlusconi stretto tra l’impossibilità di eludere l’amichevole invito di mantenere ferma nel Lazio, soprattutto, l’alleanza con l’UdC e il dover tener conto della rabbia di Bossi (anche Calderoli, fervente cattolico; ha visitato recentemente il Vaticano) che ha paura della sorte di Cota in Piemonte, dove l’UdC, con rigida coerenza, si è schierata col centrosinistra. Ma tutto si risolve. L’ufficio di presidenza del Pdl ha confermato il sostegno alla Polverini e Bossi ha confinato sotto la linea del Po le possibili capriole di Casini e Cesa.
Un miracolo, e non poteva essere altrimenti, visti i personaggi in questione!
Conti su “il messaggero” conferma il carattere politico della visita “Ruini ha chiesto e dato garanzie a Berlusconi sull’intesa Pdl-UdC, partito che Ruini considera l’unico e ultimo baluardo del voto cattolico” (Berlusconi mugugna) “viste le difficoltà dei cattolici nel PD e la loro emarginazione nel Pdl a vantaggio della componente socialista. Alla fine dell’incontro “Letta <gentiluomo del Papa> non ha mosso ciglio, Berlusconi ha opposto qualche resistenza, ma ha finito col capitolare”, come abbiamo visto. Che dire? Ti muore il sorriso sulle labbra. Anche il PD corteggia l’UdC a costo di tentare di scaricare Vendola in Puglia, senza neanche avere potenti benedizioni.
Cara Sinistra Ecologia Libertà, sei un germoglio piccolo rispetto alla grande necessità che c’è in questo nostro Paese di un riferimento davvero certo di onestà, di correttezza, di umiltà, di moralità. Cara Sinistra Ecologia Libertà devi crescere ed anche in fretta. Questo Paese ha urgente bisogno di te. Guardati intorno. Non vedi il degrado, la china populistica sulla quale stiamo scivolando, il dissolversi delle basi democratiche tanto faticosamente conquistate? Esci dalle tue inconcludenti discussioni interne, apriti ad una certamente appassionata partecipazione di tanti, come dimostrato in più occasioni. La tentazione era di aggiungere un “..e Peppone?” nel titolo. No, non c’è bisogno di un vecchio Peppone, ma di un partito nuovo, aperto a tutti, fortemente impegnato per salvare la democrazia e per aprire a speranze, a rinnovate passioni chi pensa ad un futuro degno di essere vissuto. Noi siamo pronti. |
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