|
COME VOTARE, SECONDO I VESCOVI (e secondo noi) di Carlo Loccarini |
|
“Parole chiare” scrivono i vescovi della diocesi di Roma, su Roma Sette, settimanale di Avvenire: “Non è possibile equiparare qualunquisticamente tutti i progetti politici, perché non tutti incarnano i valori in cui crediamo. Né si possono concedere deleghe di rappresentanza politica a chi persegue altro progetto politico, che ci è estraneo e che non condividiamo, E deploriamo ogni forma di propaganda elettorale, spacciata come sostenitrice della visione cattolica, ma che tale non è”.
Ormai ben introdotti nel ruolo, con il massimo rispetto, interpretiamo. Il centrosinistra ha, per i vescovi, un progetto politico che non incarna i valori cattolici, quindi non possono essergli concesse deleghe di rappresentanza politica. Resta l’altro schieramento, all’interno del quale, tuttavia, bisogna fare distinzioni, perché, è scritto, c’è chi si spaccia per cattolico, ma cattolico non è. Qualche nebbia resta ancora nella nostra testa, a dispetto del titolo dell’articolo. Chi si spaccia per cattolico, ma non lo è? Speriamo di capire meglio più avanti.
Si elencano diritti “irrinunciabili”: “la libertà religiosa, la difesa della sacralità della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale, la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna, la libertà educativa e di istruzione, il lavoro retribuito secondo giustizia, la cura della salute, l’apertura agli immigrati in un sistema di leggi che coniughi insieme accoglienza, legalità e sicurezza, la casa , la salvaguardia del creato”. Siamo di fronte ad un vero e proprio progetto politico. Chi può rappresentarlo nelle nostre Istituzioni?
Si conferma, ma è sottointeso, non il centrosinistra (sono diverse le posizioni sui temi cosiddetti sensibili e sulla “regolarità” della famiglia). L’apertura agli immigrati (a proposito, la sicurezza riguarda anche loro, sono tanti i fatti che ce lo ricordano) esclude, vogliamo credere, la destra estrema di Storace, fascisti vari e i loro saluti romani (sono loro i falsi cattolici? Ma la cosa non è ostativa per essere accettati come alleati), il PdL non c’è, la lista civica ha un che di transitorio, resta il buon Casini , che nel Lazio ha scelto lo schieramento di centrodestra (anche in vista di future intese con Fini, sponsor ufficiale, a dispetto di Berlusconi, della candidatura Polverini). Solo lui, nonostante tutto, dà pieno affidamento.
Allora, il voto secondo i vescovi deve premiare Casini e lo schieramento della Polverini (“Il papa vota Polverini”, titolava, sbrigativamente, Libero qualche giorno fa). Ma non bisogna scontentare Berlusconi.
Ed allora non si parla della democrazia malata, dei continui attacchi alla Costituzione, agli altri poteri dello Stato (CSM, magistrati troppo curiosi). Non si fa cenno allo svuotamento del Parlamento, diventato solo un votificio degli innumerevoli decreti legge. Non ci sono richiami alla moralità, all’etica del proprio agire (e si che ci sarebbe molto da dire,anche in casa Avvenire, per il recente caso Feltri-Boffo), alla corruzione dilagante, alla criminalità, al non rispetto delle regole, fondamentali in una comunità. Si passa sopra al comportamento arrogante, intimidatorio, prepotente del potere, all’uso servile dei media che, giorno dopo giorno plasmano il modo di essere e di pensare del nostro popolo, imponendo vuoti modelli (la sacralità dell’uomo?) che diventano riferimento comportamentale di massa. Il lavoro, oltre che retribuito secondo giustizia, deve essere difeso, salvaguardato. Non si possono dimenticare 2 milioni di disoccupati.
Sono temi grandi. Bisogna risvegliare passioni sopite, sollecitare partecipazione ed impegno per realizzare una comunità attiva, partecipe, solidale. In Puglia con Nichi Vendola lo si sta facendo. Si è creata l’atmosfera giusta per una buona Politica, nonostante Casini e parte del PD.
Noi e tantissimi cattolici stiamo con Vendola.
|
|
|