CAPIAMOCI

di Carlo Loccarini

 

Ha detto Bersani, e ripetuto tre volte, che Vendola non capisce quando afferma che con la lega razzista non è possibile alcun dialogo.

Non capisce che quella lanciata dal PD, nei confronti della lega, è una sfida. La fermezza del suo partito è dimostrata dal fatto che sono stati affissi manifesti con la spada di Alberto da Giussano non sguainata per incitare alla battaglia, ma tristemente abbassata, in segno di resa (è quasi una metafora del fu celodurismo bossiano).

Dunque, la tattica è precisa e sufficientemente facile da comprendere da parte di tutti. Se si vuole far cadere Berlusconi, bisogna che la lega rompa la sua alleanza con il presidente del consiglio. Allora, si può discutere sul federalismo, ci si può accordare sulla riforma elettorale, anche se, come i manifesti dimostrano, si ritiene che la lega sia in disarmo.

Caduto Berlusconi, si aprirebbero le porte ad un nuovo governo di centrosinistra. Ci vuole tanto a capire che si tratta di un furbo espediente tattico per aprire nuove prospettive per tutto il Paese? Mannaggia, Nichi, come siamo ingenui. E’ tutto studiato, scientifico, come diceva Gassman, nel film “I soliti ignoti”, per rassicurare i suoi (che non siamo noi) scalcinati compari di avventura. Ora, a parte il fatto che continuiamo a non capire perché la lega dovrebbe far cadere Berlusconi per ritrovarsi all’opposizione, a meno che non le si prometta qualcosa di più del federalismo e di una nuova legge elettorale che sconfessi l’ignobile porcata pensata(?) dal leghista Calderoni e da qualche altro saggio in un rifugio di montagna.

Noi, più che non capire, vogliamo dire che non siamo d’accordo.

Le difficoltà di oggi del PdL e della lega sono dovute non ad astute e scaltre invenzioni tattiche, ma ad una stagione di lotte (donne, disabili, studenti, ricercatori, precari, gay, pastori, lavoratori in cassa integrazione e con la spada di Damocle del licenziamento sulla testa, senza casa, operatori dello spettacolo e della cultura, magistrati, frequentatori della rete, vescovi e parrocchie). Una stagione di lotte che ha fatto diventare protagonista una massa grande di cittadini, ha fatto tornare protagonista un popolo stanco, avvilito, deluso ed ora riconquistato ad un impegno politico e civile.

Tutti i partiti del centrosinistra hanno svolto un ruolo positivo, anche se appare chiaro dai risultati delle amministrative e dei referendum che tanto si è organizzato fuori e contro i partiti.

Adesso, a questo popolo gli diciamo nuovamente:”lasciateci lavorare, non capite la valenza politica della nostra manovra ed anche dell’attenzione che dobbiamo avere verso l’UdC ed il terzo polo”. Scusa, Bersani. Sarà certo diabolico perseverare a non comprenderti, ma seguici per un momento. Se prendessimo una bilancia e mettessimo su un piatto le offerte all’UdC e alla lega e sull’altro tutti quelli che ci hanno fatto vincere, dove credi che penderebbe la bilancia? Tieni anche conto che chi sta, oggi, sul piatto dei vincitori, alla vista dei personaggi dell’altro piatto, scenderebbe in tutta fretta e, desolatamente, la bilancia si squlibrerebbe. Di tattica si muore, abbiamo detto spesso. Scegliamo, invece, la strada del programma da discutere in tutto il Paese, un programma con dentro i nostri valori e sostenuto dalla nostra passione e dalla nostra , ampiamente dimostrata, volontà di cambiare.

Dici che pensi spesso a Berlinguer. Era un uomo piccolo, ma capace di guardare lontano. Ti conquistava perché allargava gli orizzonti della politica, perché ti spingeva a ricercare il nuovo, a spendere in campo aperto le tue energie e la tua voglia di protagonismo. Il compromesso storico ? Non era un espediente tattico, ma un patto, tra diversi, in difesa della democrazia e la scelta strategica dell’austerità disegnava un altro mondo che ci si pone, oggi, come obiettivo da realizzare. Una politica alta, Bersani. Un riferimento che tanto popolo non riesce a dimenticare .

Forse, è proprio per questo che non ci capiamo. Permettimi un piccolo rimprovero. Non è bello ed elegante dire e ripetere che Vendola non capisce, può anche sembrare che tu lo tema.

Invece, rimbocchiamoci le maniche. Non siamo mica qui a pettinare le bambole.

 

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