CAMPANE A FESTA, MA SUBITO AL LAVORO

di Carlo Loccarini

 

Berlusconi si definisce un moderato.

Moderato nelle scelte della politica (infatti gli interessa solo il tema della giustizia) e dei compagni di viaggio (mai una parola fuori posto), nei toni (sempre bassi), nei comportamenti (ispirati a charme, eleganza e simpatia).

I suoi elettori sono dei moderati, gente aperta e rispettosa che aborrisce ogni forma di estremismo. A voi non risulta?

Se siete giudici siete antropologicamente pazzi, se siete insegnanti siete cattivi maestri, inculcatori di ideologie violente, se siete giovani perdete il vostro tempo a protestare invece che lavorare o studiare, se siete donne (e belle) vi conviene far la corte a Piersilvio o a qualche buon partito da sposare, se siete disabili arrangiatevi, se siete musulmani siete terroristi, se siete axtracomunitari o rom siete la feccia dell’umanità, se siete cattolici non berlusconiani seguite l’anticristo, se siete disoccupati è perché non avete voglia di cercare un lavoro, se siete gay siete femminielle e culattoni, se Gli votate contro siete coglioni e senza cervello.

Poi, se siete comunisti (e lo sono tutti quelli che non la pensano come Lui, Consulta e Corte Costituzionale comprese) siete tutte queste cose insieme. Anche il Presidente della Repubblica ha un passato che, a volte, non riesce a dimenticare.

Così, moderatamente, piano, piano, come dice qualcuno.

Ora, le elezioni ci sono state davvero. Amministrative, certo, ma Lui le aveva elevate al più alto significato politico possibile: un referendum sulla Sua persona e sul Suo operato e un mandato a infischiarsene di tutti coloro che osano, in qualsiasi modo, opporGlisi.

Uno slogan elettorale possibile avrebbe potuto essere: “Chi è senza cervello scagli la prima pietra” (dove per pietra deve intendersi, sia chiaro, il proprio voto).

Oh, la gente non ha avuto ritegno. Si è messa a tirar pietre dal comune più piccolo a quelli più grandi, in un modo che non si era quasi mai visto.

Sono arrivate , le pietre, in Romania, dove il premier si era ritirato conscio già della disfatta. Sono arrivate nella sede del PdL e della lega, ampliando contraddizioni e malesseri già esistenti, tanto che qualche topetto sta già scappando.

Attenti, però. In ogni pietra-voto era scritto un messaggio. Non ne possiamo più di insulti e barzellette, vogliamo cambiare. Si, perché il voto ha assunto, davvero, un significato politico generale. Sulle pietre-voto c’era scritto: lavoro, basta precariato, dignità, pace, moralità, uguaglianza di diritti e di doveri, laicità, scuola e ricerca, ambiente, sviluppo sostenibile, giustizia sociale, solidarietà, partecipazione (come piacciono alla gente le primarie e come chiara è la richiesta ai partiti di rinnovarsi, di tornare ad essere la strumento per farci sentire davvero cittadini partecipi delle sorti del nostro Paese)...

C’erano i capoversi di un programma e di un progetto da scrivere e diffondere al più presto.

Mentre ci prepariamo ai referendum (in questa situazione il quorum non si deve fallire), si apra una fase costituente tra le forze del centrosinistra. Con rinnovata passione e tensione ideale si definiscano scelte, priorità, obiettivi immediati e di lungo periodo e si apra una discussione in tutto il Paese.

Campane a festa, assolutamente. Ma bisogna sbrigarsi, perché il lavoro è tanto ed il tempo a disposizione potrebbe essere molto ristretto.

 

 

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